Al via il gemellaggio tra Ales Terralba e Salonicco

Tante le idee progettuali proposte dalla diocesi sarda: dalla promozione di attività socio-pastorali al sostegno dei più fragili attraverso il progetto Elpis, dal programma “Borsa lavoro” alla creazione di un gruppo diocesano di auto-mutuo aiuto di “famiglie per le famiglie”.

Giorgos, ha circa cinquant’anni, vive a Salonico e da diversi anni aiuta la Caritas locale come volontario. Prima della crisi era un ingegnere edile affermato, ma ora la sua attività è in difficoltà: i tanti cantieri cittadini sono cristallizzati in un immobilismo causato alla mancanza di investimenti per le nuove opere. Una situazione la sua, purtroppo comune a molti greci in questi tempi di crisi. “È difficile vivere a Salonicco non solo per la povertà che come popolazione abbiamo raggiunto, ma perché partivamo da un elevato livello di benessere. Triste a dirsi, ma non sappiamo più vivere senza tutti i comfort di cui ci eravamo riempiti la vita”. Questa la testimonianza di Giorgios durante il workshop svoltosi nella Caritas di Salonicco, in occasione della visita della Diocesi sarda di Ales Terralba che ha iniziato il suo cammino nel programma Gemellaggi Solidali.

Durante la tre giorni di incontri in Grecia, tanti i luoghi e le comunità visitate dalla delegazione sarda nel vasto territorio di Salonicco, diocesi con cui è gemellata: tra questi le città di Larissa e Volos, situate nella grande regione della Tessaglia. A Volos la diocesi di Ales Terralba incontra padre Paolo, italiano, originario di Torino, che racconta le difficoltà di una città che un tempo era uno dei più fiorenti poli industriali della Grecia, ma che a partire dagli anni ‘90 ha vissuto un profondo decadimento economico e sociale: “Siamo passati da una tradizione operaia ad avere un sindaco di Alba Dorata, per giunta dal passato discutibile, condannato per diverse frodi fiscali. Ma è chiaro per me che la sua elezione è avvenuta per un collettivo voto di protesta dei cittadini di Volo. Stanchi di una politica latente da troppi anni, hanno optato per una scelta radicale, anche se negativa”.

Dal punto di vista ecclesiale Salonicco è Vicariato apostolico della Diocesi di Corfù, presieduta pastoralmente da mons. Iohannis Spiteris. Una diocesi enorme, quella tessalonicese, comprendente quasi 2/3 del territorio greco che si estende dalla Tessaglia alla Macedonia, fino alla Tracia regione confinante con la vicina Turchia. Solo due i sacerdoti diocesani che, insieme a quattro padri Vincenziani, ogni giorno amministrano i sacramenti cercando di coprire uno spazio quasi siderale che passa per Salonicco, Alessandroupoli, Larissa, Volos fino ad arrivare nel profondo entroterra greco. “Sarei parroco di Volos, ma in realtà – , racconta padre Paolo – lo sono di tutta la Tessaglia. Ogni settimana macino centinaia di chilometri in auto per portare il Vangelo a circa 1.500 fedeli sparsi lungo tutta la regione. Un numero che neanche si avvicina a quello di una piccola parrocchia italiana”. Nella diocesi di Salonicco alle difficoltà causate dalle distanze territoriali, si aggiungono quelle generate dalla crisi economica: in preoccupante aumento, infatti, negli ultimi anni il disagio psicologico diffuso nelle comunità locali, dovuto principalmente alla perdita di lavoro che a sua volta ha dato il via a fenomeni di depressione, indebitamento, crisi famigliare, suicidio. “Una situazione quella greca che nelle cause è simile a quella italiana, anche se i suoi effetti sulla popolazione sono drammaticamente più forti” ha detto mons. Antonio Massa, vicario episcopale per la comunicazione nella diocesi di Ales Terralba.

Tante le idee progettuali proposte dalla diocesi sarda per concretizzare il gemellaggio con Salonicco: dalla promozione di attività socio-pastorali, come l’organizzazione di esperienze di volontariato, di oratorio, di Grest in Grecia, allo sviluppo socio-economico improntato sulle famiglie, tramite il sostegno al progetto Elpis, al programma Borsa lavoro e alla creazione di un gruppo diocesano di auto-mutuo aiuto di “famiglie per le famiglie”.